June 6, 2016

La nostra storia

Pare che nella prima metà del ‘400 i Visconti soggiornassero “in campagna”, ad un passo dall’attuale fermata Zara della metropolitana milanese, in Villa Mirabello. All’epoca, però, la costruzione di cui stiamo parlando era denominata Cascina Mirabello, e se ne trova traccia negli atti del 1468 che la riconoscevano come proprietà di tal Pigello Portinari. Il nobile fiorentino caro al principe Sforza, gestore generale delle rendite del ducato milanese e rappresentante della Casa fiorentina dei Medici a Milano, fu anche  il promotore della costruzione della Cappella Portinari a Sant’’Eustorgio.

Verso la fine del ‘400 la villa passa di mano, divenendo proprietà dei nobili Landriani. Antonio Landriani, insignito da Francesco Sforza della carica di sindaco di Milano nel 1456, quindi nominato prefetto dell’’erario ducale da Galeazzo Maria Sforza, in seguito presidente della Zecca di Milano per nomina di Gian Galeazzo Sforza, divenne poi uomo di fiducia e consigliere politico di Ludovico il Moro. Lo stesso Ludovico fu ospite del Landriani a Villa Mirabello il 4 febbraio del 1500. Pochi anni dopo la villa diventò una delle case dell’’ordine degli Umiliati, di cui Gerolamo Landriani era generale. La famiglia Landriani rimase proprietaria di Villa Mirabello per alcune decine d’’anni, sufficienti a lasciarvi tracce ben visibili ancora oggi sotto forma di stemmi che campeggiano sul camino della sala maggiore e sui soffitti, insieme al motto “sempre el dovere” affrescato sulle pareti della villa accanto a figure di melograni e croci azzurre. Sembra che la villa sia poi passata dai Landriani ai Marino, ricca famiglia di origine genovese il cui membro Tommaso affidò a Galeazzo Alessi nientemeno che la costruzione di palazzo Marino in piazza della Scala.

La storia della villa, negli anni seguenti, è piuttosto confusa, ma si sa che essa divenne poi di proprietà della famiglia Serbelloni e che, a partire dalla metà del 1500, andò incontro a una triste decadenza: l’’edificio fu ridotto esclusivamente ad usi agricoli e nel corso dei tre secoli successivi diventò sempre più fatiscente, fino a che Luca Beltrami, nel 1891, lo prese in considerazione rivalutandolo come insigne esempio di arte architettonica lombarda.

La nascita dell’’associazione Casa e Patronato per Ciechi di Guerra della Lombardia

1917: tempo di guerra, con il suo triste corollario di morti e di feriti. Il professor Francesco Denti, Direttore dell’’Ospedale militare delle Orsoline, si prendeva cura dei soldati che provenivano dal fronte e compativa soprattutto, tra le tante mutilazioni, la privazione del grande dono della vista. Attrezzò quindi presso l’’Ospedale una piccola scuola-laboratorio in cui, durante la convalescenza, i ciechi di guerra venivano intrattenuti e addestrati a semplici lavori manuali. Si crucciava però al pensiero delle tristi condizioni in cui queste vittime della guerra si sarebbero trovate ritornando a casa, per la mancanza di un sostegno economico, della necessaria assistenza e della possibilità di impiegare utilmente il loro tempo.

Nella mente di Francesco Denti nacque perciò l’’idea di una Casa in cui i ciechi di guerra potessero trovare ospitalità e opportunità di impiego. Il 4 ottobre 1917 l’idea prendeva la forma di un appello agli Enti e ai cittadini milanesi, pubblicato sul giornale “Il Secolo” con il titolo “Un dovere nazionale da compiere”. Milano rispose con la consueta generosità: diverse banche, insieme ad alcuni privati, finanziarono l’’acquisto di Villa Mirabello, che all’ epoca era di proprietà della Società Anonima Quartieri industriali Nord Milano, per destinarla allo scopo proposto dal Denti. Ripristinata e adattata alla sua nuova destinazione, Villa Mirabello divenne quindi la sede della Casa di Lavoro e Patronato per Ciechi di Guerra della Lombardia, inaugurata il 17 Giugno 1920. Nello stesso anno, grazie alle generose donazioni di Alessandro Corba, fu possibile dare il via alla costruzione di un nuovo padiglione nel contesto della villa.

Don Edoardo Gilardi, cappellano di guerra molto stimato da Francesco Denti, fu il primo Direttore della Casa, composta da un convitto e da una sezione laboratori. Questi assunsero verso la metà degli anni’ 90 anche una fisionomia industriale: ai classici lavori di piccola cartotecnica, cestinaggio e vimini si aggiunse infatti un’attività tecnicamente avanzata di riproduzione su nastro magnetico. Si attrezzò una vera e propria sala di registrazione insonorizzata e dotata delle apparecchiature più moderne per l’epoca, dove inizialmente si registravano su cassetta racconti, novelle, libri di ogni tipo ma dove, in seguito, si realizzarono importanti lavori di registrazione e duplicazione di cassette commissionati da diverse case editrici e case musicali: tra le prime Minerva Italica, La Scuola, Mursia, Loescher, tra le seconde Ricordi, RI-FI, ECO, Magnetofoni Castelli.

Oggi

L’associazione denominata Casa Ciechi di Guerra di Lombardia Onlus si è trasformata nella Fondazione VILLA MIRABELLO Onlus e continua ad essere un punto di riferimento per le problematiche connesse alla gravi minorazioni visive, superando la propria primitiva vocazione assistenziale (peraltro ampiamente giustificata dalle necessità del tempo) e inserendosi nel più moderno filone delle attività preventive e di sostegno destinate all’area della disabilità.