June 7, 2016

Gli obiettivi di Nivalis

Attività educative e riabilitative specifiche per bambini con minorazioni della vista

Ogni percorso individualizzato avrà una durata di circa otto mesi.

Le sedute, sempre in accordo con le famiglie e secondo le modalità più consone per ogni partecipante, sono aperte anche agli altri operatori direttamente coinvolti nell’ambito dell’Educazione e Abilitazione del piccolo (fisioterapisti, insegnanti, educatori, ecc…) così da potenziare e incrementare sia quella rete di risorse così importanti per lo sviluppo armonico dei bambini sia l’affiancamento globale e coerente alle famiglie stesse. Eventuali collaborazioni dirette e indirette con le strutture territoriali, educative e sanitarie, che condividono la presa in carico del piccolo in situazione di disabilità, sono auspicabili e attuabili nella misura in cui lo scambio e la disponibilità reciproca abbiano lo scopo di armonizzare finalità e metodologie d’intervento per il benessere del minore, secondo le possibilità e le peculiarità di ciascun soggetto istituzionale.

Alle famiglie verranno proposti i seguenti percorsi riabilitativi ed educativi:

Stimolazione visiva: per insegnare, ai piccoli che lo possiedono, ad utilizzare il residuo visivo nel modo più efficace possibile e con maggior frequenza: non tanto “vedere meglio”, ma capire che cosa vuol dire “vedere” e, di conseguenza, guardare “più spesso” allargando lo spettro delle attività visive. Ciò comporta il fornire al piccolo in età precoce stimoli adeguati rispetto alla patologia, dandogli la possibilità di percepire il mondo in modo differenziato, facendo in modo che la percezione visiva non risulti troppo faticosa e quindi risulti demotivante usare la vista.

Gioco: è la miglior proposta che si possa fare ai bimbi perché è parte essenziale dei piccoli stessi. E’ un “attività/mezzo abilitativo” di fondamentale importanza in quanto le conoscenze, le capacità e le abilità motorie, l’aspetto percettivo, quello costruttivo o creativo, quello culturale/sociale/liberatorio, le condotte esplorative ed imitative essenziali risultano essere nel gioco le componenti base del processo cognitivo. Fornire alle famiglie consigli utili e pratici rispetto a questa attività, far emergere le preferenze e i “rifiuti”, le abilità ma anche le difficoltà, dare spunti coinvolgenti e motivanti per decodificare le necessità del piccolo e favorire il suo sviluppo armonico, pone le basi per la conoscenza reciproca, l’apertura al mondo esterno, la socializzazione: fornisce i pre-requisiti per affrontare le tappe future.

Fisioterapia specializzata & specifica per bimbi con deficit visivi: la scelta di inserire l’attività fisioterapica nasce da un percepito disorientamento dei genitori rispetto a questo particolare (e fondamentale) aspetto della riabilitazione e, secondariamente, per fornire una consulenza più mirata ai professionisti presenti sul territorio che si rivolgono al Progetto per approfondire le tematiche della fisioterapia legata al deficit visivo. Preziosa è questa duplice funzione: riabilitativa per i piccoli e formativa per il personale che si trova a misurarsi con la disabilità visiva, e che costituirà in futuro una importante risorsa riabilitativa. Monitorare fin da subito lo sviluppo motorio dei piccolissimi ed affidarli a personale altamente professionale e specializzato, risulta essere di importanza fondamentale al fine di garantire al soggetto una crescita armoniosa.

Stimolazione basale: il progetto prevede il coinvolgimento di due operatori della stimolazione Basale, figure preziose in particolare nell’ambito di intervento su bambini con gravi pluridisabilità, purtroppo in aumento. Questa specifica attività è infatti la forma di gioco “più guidata” per i più piccini o per i bimbi che presentano particolari difficoltà a livello motorio, celebrale, di patologia in genere. Si basa sulla presentazione di materiale coinvolgente, che al minimo movimento dia sensazioni importanti, più o meno forti a seconda dei gusti e della personalità del bimbo; si vuole far scoprire al bambino il “FARE DA SÉ”, la prima indipendenza nel gioco, la prima esperienza di autonomia. L’attività vuole offrire al bambino l’opportunità di scoprire ed imparare in un contesto che dà sicurezza e fiducia.

Psicomotricità: è la capacità dell’individuo di relazionarsi con l’ambiente attraverso il movimento; promuove per il bambino con disabilità visiva attività finalizzate alla percezione del movimento, al piacere di percepire il proprio corpo in relazione all’azione e allo spazio, proprio per risvegliare tutte le sensorialità e favorire nel bambino con disabilità visiva un vissuto ed un’esperienza senso-motoria quanto più simile a quella dei coetanei.

Libri tattili: il valore culturale del libro ha ancor più significato per il bambino con disabilità visiva, che può vivere esperienze al pari del coetaneo; essi sono uno strumento che favoriscono l’accesso al mondo della rappresentazione simbolica e delle immagini. Agli aspetti culturale e didattico, non va per nulla trascurato quello affettivo. Il libro tattile è letto dall’adulto per il bambino, e condividono il piacere sia di toccare le immagini tattili che di ascoltare la narrazione tramite la lettura a voce alta da parte dell’adulto stesso. La presenza del Braille permette al bambino un iniziale approccio a questo codice.

Pre-Orientamento-Mobilità ed Autonomia Personale: la presenza di un Tecnico dell’Educazione e della Riabilitazione specializzato in O.M. & A.P. per disabili visivi, residente sul territorio di competenza del Progetto stesso, risulta un’importante risorsa rivolta ai soggetti non più in età neonatale; il tecnico potrà seguire i bambini più grandi, che iniziano a confrontarsi con lo spazio e il movimento in esso e/o con i primi “compiti” relativi all’AP, direttamente a domicilio e nelle scuole di appartenenza, fornendo alle famiglie consigli pratici rispetto all’organizzazione dell’ambiente domestico, alle prime strategie e/o i primi ausili specifici per l’autonomia ad ampio spettro (sia motoria che d’orientamento che di gestione della quotidianità), avendo un rapporto ancora più diretto e frequente con le scuole (altro partner di notevole rilevanza durante questa delicata fase di sviluppo dei bambini). Inoltre, per “raccordare”, ottimizzare e supportare il trasferimento delle competenze e delle esperienze maturate nell’intero percorso riabilitativo alla famiglia è data l’opportunità di chiedere l’intervento del Tecnico di OM e AP anche come consulenza per interventi diretti e indiretti nell’ambito scolastico fino al termine della prima classe della Scuola Primaria, con lo scopo di fornire strumenti d’azione specifici e relativi alle attività svolte nel Progetto dell’Intervento Precoce, adeguati alle necessità di autonomia specifiche di ogni bambino.

Massaggio infantile: fornisce un ulteriore strumento alle mamme e ai papà per conoscere il proprio bambino e comunicare con lui. E’ stato dimostrato in diverse ricerche scientifiche che il massaggio, pur non essendo una terapia vera e propria, porta una serie di benefici al bambino e alle figure parentali coinvolte. In maniera sintetica potremmo riassumere che il massaggio favorisce l’interazione tra il bambino e il genitore, stimola nel piccolo la percezione di sé e del proprio corpo, da sollievo nel caso di coliche e difficoltà di evacuazione; costituisce un momento di rilassamento utile a migliorare il sonno. Le sequenze del massaggio vengono mostrate dall’insegnante su di una bambola e apprese dai genitori massaggiando direttamente il proprio bambino. L’attività può essere proposta sia attraverso incontri individuali che di gruppo. Il numero degli incontri è pari a 5, ma può variare in base al numero di partecipanti. Gli incontri sono luogo di prezioso confronto tra i genitori e momenti di scambio delle personali esperienze.

Logopedia-disfagia: All’interno del progetto, viene offerta una consulenza logopedica specializzata in disfagia per dare risposta e spazio ad un delicato bisogno sempre presente (se pur con varianti del livello di incidenza) nei piccoli partecipanti. Questo per la loro storia clinica e/o per le disabilità aggiuntive presenti. La terapia logopedica può fornire indicazioni e strategie di alimentazione più idonee per facilitare, sviluppare e/o perfezionare le abilità di deglutizione e/o di masticazione, in bimbi con alle spalle lunghi mesi di intubazione e di lunghe ospedalizzazioni con conseguenti ritardi nello sviluppo delle abilità di alimentazione. Inoltre fornisce un valido sostegno ai genitori, riducendo l’angoscia che deriva dal “non riuscire a far mangiare ” il loro bambino. All’operatrice esperta in Disfagia si aggiungerà una operatrice specializzata nei disturbi della voce, del linguaggio (ritardi di sviluppo del linguaggio, disturbi fonologici) e più in generale della comunicazione, per dare completezza a questo tipo di consulenza.

Musicoterapia: la musicoterapia rappresenta un nuovo punto di confronto e una prospettiva diversa sotto cui osservare i piccoli: sia dal punto di vista dello sviluppo motorio, sia dal punto di vista relazionale, in particolare per quelli che sono ancora poco avvezzi alla comunicazione. La musicoterapia, proposta con una filosofia coerente ai principi su cui il Progetto si fonda, risulta essere un’attività che si sposa felicemente con quelle tradizionalmente riabilitative. Per i genitori, rappresenta poi un’altra fonte di informazioni specifiche, di spunti, di aiuto, di crescita. Inoltre, può essere un’ulteriore occasione di incontri in co-presenza tra gli operatori, per osservare e supportare le capacità di socializzazione e di relazione fra i bimbi.